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Per le seppie la stagione incomincia a maggio, con i primi caldi si avvicinano alla costa per la riproduzione, le pescheremo con gli artificiali milleaghi della yozuri o altro modello. I colori possono essere il classico testa rossa, arancione o azzurro, la gabbietta con all'interno la sarda morta può andare bene, ma dovremo cambiarla molto spesso causa lo sfregamento con il fondo o le mangiate della seppia, risulta ottima la pesca con la seppia femmina innescata dalla parte superiore e lasciandola derivare, se nelle vicinanze vi è un maschio state sicuri che se la avvinghierà senza mai mollarla, il recupero dovrà essere lento ma costante senza dare la possibilità al maschio di mollare la femmina, una volta giunta in prossimità della barca la guadineremo molto velocemente. la seppia la troviamo in prossimità del fondale o a due tre metri dal fondo.
La seconda parte della stagione va da ottobre a tutto novembre, a una distanza dalla costa di circa 4 miglia, in qualunque direzione voi usciate, oltre alle seppie troveremo anche i calamari, questi li prenderemo quasi esclusivamente dal tramonto all'alba, qualche cattura si può avere anche di giorno, le esche saranno quelle usate per seppie, ma gli artificiali dovranno essere di colore rosso o arancione, ricordiamoci che finché la temperatura del mare non arriverà a 16-17 gradi le catture saranno rarissime, quindi non teniamo conto del mese per le uscite di pesca ma sopratutto la temperatura dell’acqua. Per la seppia in autunno vi consiglio un esca di mia costruzione e molto economica: serviranno un piombo da 40 gr allungato un chiodo sottile e un amo a mille aghi, prendete quest'ultimo e innescate il chiodo all'interno del foro, infilate il chiodo all'interno del piombo, date una goccia di attak e il gioco è fatto con il costo di 50 centesimi avete costruito un esca favolosa ottima anche per i folpi. Unico neo è che deve essere azionata nel fondale, e capiterà di incagliarla in qualche masso..
La tecnica alla traina si basa sulla ricerca dei cefalopodi mediante il movimento della barca sui luoghi e situazioni più propizie, al contrario dello scarroccio o della deriva ove gli eventi naturali decideranno dove la barca dovrà muoversi. Cercheremo di trainare in fondali del tutto sabbiosi dove le seppie amano mimetizzarsi, e dove i nostri artificiali non avranno il rischio di impigliarsi nelle rocce, le esche saranno le stesse usate per lo scarroccio, tenendo maggiormente in considerazione le gabbiette con la sarda fresca. Per la seppia le ore migliori sono dalle 8 alla 16, che nel periodo ottobre novembre coincidono nel periodo di massima luce. Condizione essenziale per pescare alla traina è quella di avere una barca in grado di mantenere una velocità di 1-2 nodi per molto tempo mai velocità maggiori; la seppia ed il calamaro avrebbero serie difficoltà a ghermire l’artificiale. Caleremo tre o quattro canne da bollettino non molto lunghe due metri e mezzo andranno bene, la montatura sarà la stessa usata per la pesca alla deriva, caleremo la prima canna ad una distanza di 20 metri dalla barca mentre le altre a 5-10 metri assicurandosi che tocchino il fondale, data la velocità lievemente più veloce della pesca a scarroccio dovremo aumentare leggermente la piombatura, arrivando a 75 grammi per quella posta a venti metri ed 50 grammi per le canne vicine allo scafo. L’attacco della seppia non è come quello di un normale pesce; la canna si piegherà sotto il peso del cefalopode, ed il recupero sarà senza strappi e continuo, cercando di evitare che la seppia sia recuperata in superficie, se alle prime occasioni il recupero non avviene nel modo desiderato, possiamo mettere il motore in folle facendo però attenzione che la barca mantenga la direzione, altrimenti le lenze calate si aggroviglieranno facendoci perdere tempo, se le mangiate avverranno in più canne di seguito; prendiamo in considerazione di fermare la traina e fare delle passate alla deriva sul punto memorizzato nel gps, se il branco sarà fisso e compatto avremo più tempo per prendere più esemplari, ripeteremo la passata fino a che le ferrate saranno terminate, dopodiché proseguiremo con la traina. Il calamaro desidera la stessa tecnica ed i medesimi materiali, attenzione alla mangiata, la sua piegherà molto la canna facendo sembrare un incaglio dello yozuri nella roccia, le ore migliori sono all’alba ed al tramonto, non disdegna anche le ore pomeridiane, ma dimentichiamoci di incontrare branchi numerosi come anche raramente capita per le seppie, oramai dieci calamari al giorno si possono definire un bel carniere. Come per la pesca alla deriva il guadino risulta immancabile, molto spesso la seppia rimane attaccata fino ad un metro dalla barca, per poi al momento di salparla vederla liberarsi perché slamata o perché si lacera il tentacolo, in questo caso un guadino molto ampio ci aiuterà a salpare la seppia ed a metterla immediatamente nel secchio onde evitare che gli spruzzi di inchiostro sporchino parti della barca. Se si perde la seppia durante il recupero è bene rimollare la lenza; non di rado l’aggressività della seppia la porta ad attaccare nuovamente l’artificiale
Coordinate nautiche
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Trezza
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S.Pietro
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S.Pietro
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S.Pietro
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45°37'36N
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45°36'081N
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45°36'84N
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45°34'48N
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13°14'24E
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13°20'276E
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13°20'323E
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13°20'866E
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