carassio

Presente assieme alla scardola nelle acque della bassa friulana in maniera notevole, predilige i fondali melmosi con vegetazione, dove la corrente non deve essere mai troppo forte: i canali ed i laghetti con acqua ferma sono i loro habitat preferiti. Le dimensioni massime nelle nostre acque si aggirano sul mezzo chilo con rarissime eccezioni che arrivano al chilo, risente moltissimo della temperatura dell’acqua, la freneticità alimentare col culmine in estate, cala man mano che l’inverno si avvicina, riducendosi a poche catture nei periodi più freddi, dove il carassio lascia le acque più fredde del sottoriva per raggiungere le acque profonde e più calde. In estate lo pescheremo con la roubassienne della lunghezza di 11-12 metri, effettuando al nostro arrivo una pasturazione con base fondo carassio (vanno bene qualsiasi marca), aggiunta 2/5 di pane grattugiato triturato più volte, e una manciata d’esche che useremo dopo, mescoleremo il tutto umidificando con poca acqua fino ad ottenere una polpetta delle dimensioni di un’arancia; molto importante è la consistenza della palla, infatti, con presenza di corrente provvederemo a bagnare maggiormente la pastura, ottenendo delle palle abbastanza dure, che non si disintegreranno al contatto con l’acqua, al contrario con acqua stagna la palla sarà più morbida e adagiata nel fondale si spargerà pian piano, creando un letto di pastura molto efficace. Effettuata la pastura, ci posizioneremo per la pesca con la rubasienne, tecnica abbastanza difficile, ma offre sensazioni irripetibili, ed è molto sportiva poiché usa montature leggerissime, che offenderanno nella maniera minore il pesce, immancabile il lungo guadino con manico telescopico ed una bella e lunga nassa, dove le nostre catture riposeranno per qualche ora dopo aver lottato, per dopo essere naturalmente liberate. L’elastico ammortizzatore non dovrà essere sottile, visto che dove c’è il carassio é presente quasi sempre la carpa o qualche altro ciprinide, il galleggiante a pera e una piombatura di 4 o 5 X 12 a 40 cm dall’amo n° 18 terminale 0.08 e lenza madre 0.10.

Con presenza di corrente lasciamo la roubassienne per armare una bolognese di 5 metri, la quale ci consentirà di arrivare in qualunque parte del canale, offrendoci più velocità e possibilità di cattura, ma perderemo moltissimo in precisione ed in sensibilità di pesca, una montatura da tre grammi con galleggiante a pera rovesciata, una piombatura con torpille e tre pallini n° 8 alla distanza di 30 cm dall’amo del 18, finale del 0.10 e madre 0.12, armeremo la canna con un mulinello molto piccolo e leggero, la potenza non serve, invece serve una frizione dolcissima e molto modulabile che riesca assieme alle flessibilità della canna (bolognese ad azione medio-morbida), a farci avere la meglio su dei carassi di dimensioni notevoli, già da loro denunciano una certa vivacità nel recupero e se vengono anche aiutati da una leggera corrente, offriranno una resistenza al combattimento abbastanza pronunciata. Il ledgering con l’utilizzo di un pasturatore può essere l’arma vincente se notiamo che il carassio mangia unicamente sul fondale; ciò capita spesso nelle giornate molto ventose. L’inglese molto in voga a ragione in altri siti di pesca, nella bassa non trova riscontro giacché i canali ove sono presenti i carassi, non sono molto larghi, e sono protetti da argini e vegetazione impedendo al vento d’entrare.

Le esche principali sono il verme di letame, il fiocco di pane e il mais dolce, il primo offre tutte, le sue possibilità di cattura con l’esca appoggiata al fondo, le altre vanno benissimo sia a fondo sia in sospensione, il bigattino va molto bene, ma nelle acque pubbliche del Friuli Venezia Giulia é un’esca vietata. La mangiata del carassio e spesso priva di perplessità, l’affondata del galleggiante é costante e continua, una volta che sarà entrato in pastura non darà nessuna difficoltà, permettendoci di raggiungere un gran numero di catture.

Lo troviamo certamente nella parte finale dell’Aussa, fino al porto turistico di Torviscosa dove la salinità comincia a farsi sentire un po’ troppo, tutto l’Isonzato e soprattutto vicino all'incrocio della strada che da Fiumicello (San Lorenzo) giunge all'incrocio della provinciale Grado Monfalcone, offre due postazioni di pesca molto fruttuose per il carassio, altro bel posto é l’Isola Morosini dove la corrente non é mai forte, e i branchi di pesci non mancano, anche il canale Belvat regala una presenza cospicua di carassi, ma prestiamo attenzione a come ci avvicineremo alle sponde, il minimo rumore farà disperdere il branco intero

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