cavedano

Pressoché onnipresente in ogni specchio d'acqua, possiamo trovare questo pesce, in acque correnti o in laghetti. Nel primo caso si pesca con montature molto sottili a fondo o a galleggio con grammature dai 5-6 gr ed un finale del 0.16, in acque ferme o molto lente non passiamo mai i due grammi, con finali del 0.10. Il cavedano è onnivoro, mangia di tutto, dal pane al pesciolino vivo; le esche migliori sono il pane, mais dolce, camole del miele ed il bigattino, quest'ultimo da usare esclusivamente in acque private, in quanto nel Friuli quest’esca è vietata. Ma non bisogna credere che sia un pesce facile, anzi il nostro amico mette a dura prova l'abilità del pescatore, perché è incredibilmente diffidente e rapido nel rifiuto di un’esca che non lo convinca completamente, salvo fare piazza pulita di tutte quelle gettate come pastura o staccatasi dall'amo. Riconoscibile nella corporatura, con una bocca molto ampia tipica del pesce che mangia di tutto, è riconoscibile anche per le squame che ricoprono l'intero corpo aventi una colorazione grigio-argentea, può raggiungere i tre chili di peso, con una media delle catture che varia dai 300-400 gr. Il cavedano entra facilmente in pastura, lanciando in acqua delle palle delle dimensioni di 10 cm a base di qualunque pastura fondo per acque dolci di qualsiasi marca, reperibili nei negozi di pesca, aggiungiamo del pane grattugiato e una piccola quantità dell'esca che useremo, la consistenza delle palle deve essere dura per le acque veloci e abbastanza soffici per acque lente. Per la pesca a mosca usiamo mosche secche, delle imitazioni d’api, calabroni, vespe, vanno benissimo. Il grosso cavedano nelle acque veloci non disdegna di attaccare piccole scardole o alborelle; le innescheremo vive con un amo del n°8 fatto passare per la bocca del vivo, recuperandolo molto lentamente a piccoli scatti, dei minnows di colore scuro sono altrettanto buoni. Il periodo migliore per la pesca, è la primavera e tutta l'estate a qualunque ora del giorno perfino di notte mi è capitato di catturare un cavedano pescando anguilla con il verme di terra. Ci avvicineremo nel sito di pesca prescelto avendo cura di fare il minor rumore possibile, gli esemplari più grandi, infatti, avvertono ogni minima vibrazione del terreno e, se insospettiti, fuggono immediatamente. Rifare l'intera montatura dopo aver catturato un esemplare di grossa taglia è d'obbligo, come controllare gli ultimi 5 metri della lenza madre, così eviteremo successivamente la rottura con la fuga di qualche altro bel cavedano. frutti di stagione

E' consigliabile guadinare ogni pesce utilizzando un guadino ampio e avendo cura di bagnarsi le mani antecedentemente, slamandoli con molta cautela servendoci dell'ausilio di uno slamatore, riponendo il pescato in una grande nassa, conservandolo per tutto il periodo di pesca, e quindi dopo aver scattato una bella foto a ricordo della magnifica giornata, lo rimetteremo delicatamente in acqua, così facendo abbiamo la possibilità di regalarci a noi o a qualche altro pescatore un’altra bella giornata di pesca. Un’altra esca che piace molto al cavedano sono i frutti di stagione come: l'amarena o ciliegia, l'albicocca, il fico e il sambuco, per quest'ultimo non c'è bisogno di pasturare, data la numerosa presenza di piante vicino alle rive dei fiumi, quindi vi è una pasturazione naturale, che definirei la migliore, perché continua e costante. Per l'altra frutta dovremo pasturare una volta al giorno per 5 giorni continui, tagliando dei piccoli pezzetti di un centimetro e calcolando che per ogni cavedano occorreranno circa 30 gr di frutta. Non mescoliamo mai i frutti, ne sceglieremo uno in base alla stagione e lo useremo come pastura e come esca. La tecnica più diffusa per la pesca con queste esche è la passata esercitata con canne bolognesi o fisse dai quattro ai sei metri. I mulinelli usati saranno piccoli e a media velocità di recupero, con frizione molto buona e modulabile, in quanto imbobineremo con del monofilo del 0.16-0.18. Le canne in carbonio non dovranno essere molto rigide, giacchè monteremo finali molto leggeri, un galleggiante ad oliva da 2.5 gr con piombatura a scalare, lasciato leggermente starato in quanto deve sopportare il peso dell'esca, che sarà di circa 0.5 gr, la profondità di pesca dovrà essere a 5 cm dal fondo. La mangiata sarà notata con un leggero affondamento del galleggiante, immediata deve essere la ferrata, senza dare tempo al ciprinide di risputare l'esca. La pesca con i frutti la faremo in acque lente, usando terminali molto sottili 0.08-0.10 con ami del 16. Ho lasciato per ultimo l'esca che per me assieme al pane è la migliore cioé il lombrico, specie quello di letame. Questa da quasi sempre buoni risultati, l'amo ideale varia a seconda del numero di vermi da innescare, ma generalmente, si usano ami dal 18 al 14 a gambo medio lungo. L'innesco si fa in diversi modi, ma il migliore è quello di far passare il verme su per il gambo dell'amo fino a raggiungere il filo, facendo rimanere in piena vitalità l'esca, già di natura molto vitale. Per pasturare con il verme, basterà introdurlo nella pastura oppure lanciarlo se l'acqua è stagnante o molto lenta.

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