ghiozzo

Presente in gran numero nelle lagune di Marano e Grado e nelle numerose darsene dell’alto Adriatico, al contrario completamente assente in mare aperto. Pesce molto resistente a cambiamenti di salinità e adattabile a moltissimi ambienti lagunari tra cui; canali, scogliere, zone salmastre, fangose, erbose, lo possiamo trovare anche nelle basse con acque non superiori a dieci centimetri. Ha una dieta variegata, mangia proprio di tutto; cozze, bibi, arenicola, coreano, verme duro, cappalunga, sarda, gamberetti e molte altre cose della fauna lagunare, in definitiva se vogliamo fare un’uscita al guatto l’ultimo nostro pensiero sarà la reperibilità delle esche. Il problema principale saranno i luoghi di pesca, oramai completamente cementati o con divieti di pesca per proprietà private: vedere darsene, divieti di pesca laguna di Marano e così dicendo. Isole privilegiate rimangono le canalizzazioni della bellissima cittadina di Grado con l’Isola della Schiusa ed il canale del porto Vecchio, La zona libera del porto turistico di San Giorgio di Nogaro e la primissima parte sinistra della laguna all’uscita dello sbocco dell’Aussa Corno, quest’ultimo sito è veramente pescoso, indispensabile un natante anche di piccolissime dimensioni, basta ancorarsi ad una decina di metri all’esterno del canale navigabile e lanciare all’interno della laguna (la parte destra della laguna è ammessa la pesca a solo i residenti nel comune di Marano).

La pesca in acque ferme o con leggerissima corrente é da effettuarsi unicamente a galleggio con grammature variabili di due tre grammi ed ami della misura del 10-12, basta innescare un pezzettino dell’esca da noi scelta ed il gioco è fatto, il guatto non si fa troppi problemi, se vede qualcosa a lui commestibile si precipiterà a ghermirla, a volte anche con voracità inaspettata, chiamarlo spazzino del mare è un eufemismo, non di rado andando a cefalo con la pastella o con del pane potremmo ferrare dei guatti di discrete dimensioni. Se peschiamo a galleggio da una scogliera o da una sponda cementata, non lanciamo molto distante peschiamo a non più di due metri di distanza, di notte andando a gamberetti con la pila possiamo scorgere il guatto attaccato alla vegetazione della banchina in cemento, indispensabile ricercarlo nel fondo o in prossimità, già sopra i 10 centimetri sarà difficilissimo che il guatto attacchi l’esca, un affondatore ci aiuterà a capire la formazione del letto del canale ed a adottare la profondità esatta su cui pescare, la mangiata sarà segnalata con un affondamento deciso e la ferrata sarà facile e sicura, il terminale mai inferiore al 0.12 il guatto come detto in precedenza se ne frega del filo, difficile è la slamatura, vista la voracità è capace di ingoiare l’esca fino allo stomaco; lo slamatore risulta indispensabile per non ledere organi vitali.

La pesca a fondo nelle lagune non esige di particolari artifizi, unico consiglio non sostate troppo in una zona ove non si avvertono toccate. Il pesce ha carni molto saporite ma la presenza di numerose spine ne fa un pesce di scarso valore gastronomico, invece dopo pescato diventa lui stesso un’ottima esca per la pesca con il vivo al branzino e rombo, la tenuta e la resistenza all’amo è ottima, il guatto se manovrato a scarroccio senza particolari lanci o strappi può durare parecchie ore.

Ghiozzo paganello

Gobius paganellus

Paganello

lunghezza fino a 15 cm

Ghiozzo nero

Gobius niger

lunghezza fino 15 cm

Ghiozzo

Zosterisessor ophiocephalus

Gò, gò teston

lunghezza fino 25 cm

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