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Hanno due periodi nei quali entrano nella laguna o nei canali portuali di Grado e Portobuso, vanno dai primi caldi primaverili di metà aprile fino ai primi di giugno e da settembre fino a tutto ottobre. Nel primo periodo le grosse mormore si trovano a poca distanza dalla riva entrando nei porti o nelle lagune abbastanza profonde; è il periodo in cui avviene la transazione alimentare tra cannolicchi (cappalunga) e verme, perciò è meglio avere a disposizione entrambe le esche. Successivamente arenicola o vermi duri avranno il sopravvento con l'occasionale richiesta di piccoli bibi. Con il mare appena increspato dalla brezza mattutina e la luna nuova, la mormora è una delle rare certezze del pescatore lagunare. Durante l'estate le mormore e le orate più grandi escono in mare aperto dando il cambio a branchi di oratelle che raramente superano l'etto di peso, rendendo nulla l'azione di pesca perché pesce sotto misura. Per il periodo primaverile le prime ore del giorno ed il tramonto sono le migliori, con leggera brezza e tra un’ora prima e dopo dei culmini di marea.
Il secondo periodo che precede l'autunno si pesca anche nelle ore centrali della giornata, capita molto spesso andando a branzino in notturna col gamberetto, di ferrare qualche bella mormora. Come esca nelle ore diurne innescheremo un bibi anche intero infilato con l'apposito ago, oppure dei gamberetti morti, delle cozze o telline, arenicole, vermi duri, gli ultimi li troveremo già confezionati nelle loro scatole di cartoncino reperibili nei negozi di pesca. Ottima esca per la mormora ma di difficile reperibilità è la pulce di mare che spesso la troviamo attaccata come un parassita nelle schiene dei cefali. I posti migliori sono il canale di Portobuso che porta le acque dei fiumi Aussa e Corno in mare aperto fino alla diga foranea, rammentando che la pesca nei canali navigabili è vietata, ci ancoreremo nelle vicinanze delle bricole o all'interno della laguna, dove la profondità supererà i 2.5 metri, ottime le bricole 54 e 63, non male è l'inizio del canale che porta da Portobuso va a Marano. Il canale di Grado che dall'entrata della foranea porta al canale di Terzo è un altro sito molto buono, troveremo una profondità media di 5 metri con zone in cui la profondità arriva anche a 10 metri formatesi dalla forza delle correnti di marea. Verso la metà d’ottobre, le mormore risalgono il fiume Brancolo sino a monte del ponte della Checca e sovente pescando i primi cefali di risalita capita d’allamare mormore di grossa taglia, stazioneranno nel fiume per qualche decina di giorni, per poi riprendere il mare aperto.
Come montature adotteremo un piombo ad oliva da 30-50 gr scorrevole, una girella dove attaccheremo un terminale 0.22 lungo 1 metro o più. La mormora pur non essendo una preda di grosse dimensioni, raggiunge a fatica i 700-800 gr, si presenta interessantissima nella sua abboccata con leggere flessioni del vettino, quasi a sembrare un pesce di piccolissime dimensioni, perciò ferriamo immediatamente non lasciandole il tempo di succhiare l'esca, la resistenza che oppone questo pesce è molto simile all'orata però facciamo un recupero più cauto in quanto la bocca della mormora e molto delicata. Ogni tipo d’esca ha il suo amo: per la pulce o zecca di mare, la troviamo spesso in inverno attaccata sul ventre dei cefaletti di risalita un amo n°8 a gambo lungo, per l'arenicola e il verme duro o di rimini un amo del n°5 con il gambo seghettato per non far scendere il verme dopo l'innesco, il bibi richiede un amo del n°4-6 a gambo leggermente lungo
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