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Due miglia al largo di Grado e Lignano sono sufficienti per trovare i primi sgombri, ci ancoreremo con sotto un fondale di 11 metri circa ed incominceremo il brumeggio composto da sarde triturate, messe dentro una calza a maglie finissime, il tutto immerso alla profondità variabile dai 3 ai 6 metri. Innescheremo un pezzo di filetto di sarda freschissimo e lo caleremo alla stessa profondità del brumeggio. Pescheremo con un galleggiante scorsoio, fermato alla profondità desiderata da un nastro di lana, o in alternativa la montatura classica con oliva da 20 gr e finale da 1m dello 0.18 pescando perpendicolarmente alla barca. Se gli sgombri entrano in frenesia alimentare, validissime saranno le piume con pallina fluorescente, reperibili già montate e confezzionate nei negozi di pesca, dove troverete anche bidoni di pastura per sarde da 10-20kg, queste sono molto pratiche e riutilizzabili, anche la resa in termini di tempo è notevole, ma non ha lo stesso potere attirante della pastura fatta in casa.
Se volete farvela da soli questa è la ricetta: comprate in pescheria una cassa intera di sarde dal peso di 6-7 kg, mettete 4 kg di sarde nel frullatore fino a renderle una poltiglia sanguinolenta, riponendola in un secchio da pittura molto capiente, dove aggiungerete 0.5 kg di pane gratuggiato e 3 kg di sabbia asciutta, amalgamate il tutto e ricoprite con il tappo del contenitore. Arrivati nel luogo di pesca, mettete in una reticella a maglie fine la metà delle sarde intere che vi sono rimaste, schiacciandole abbastanza forte cosicchè quando le immergeremo alla profondità di 6 metri, lascieranno una scia oleosa molto sapida, mentre ogni 5 minuti lanceremo in acqua una manciata di sarde triturate in precedenza, che con l’aiuto della sabbia scenderanno sul fondo più velocemente, così creeremo una scia di pastura che andrà a raggiungere gli sgombri di superficie o di profondità, se il branco sarà arrivato sotto la vostra barca, in genere dopo due ore, smettete di pasturare con la sabbia e lasciate solo il sacchetto con le sarde schiacciate, noterete che dove posizioneremo il sacchetto, alla stessa profondità avremo gli sgombri, maturalmente sperando che non si avvicinino le aguglie, ottime disturbatrici della pesca allo sgombro. Se vi aggrada potete aggiungere alla pastura del pecorino tritato, e cambiare l’esca solita costituita da un filetto di sarda con pezzetti di pecorino, provare per credere gli sgombri ne sono ghiottissimi. I periodi migliori sono tutto settembre e ottobre con pezzi che arrivano fino al mezzo chilo, anche i mesi estivi sono discreti, ma è molto importante che il mare sia calmo.
La traina allo sgonbro è una tecnica valida ma con scarsi risultati per le nostre acque, in quanto nel periodo estivo sono presenti alghe di posidonie in sospensione e mucillagine. Se notate un mare trasparente e privo d’alghe provate questa tecnica usando due canne di medio libraggio e calando le lenze rispettivamente a 30 e 50 metri, con profondità variabile di 5metri e 8 metri, gli artificiali sono le piumette o dei piccoli ondulanti che possono essere montati singoli o a bandiera raggiungento al massimo tre artificiali, non esageriamo con il numero, infatti se capita di fare la doppietta si rischia di intrecciare il finale con una perdita di tempo proprio mentre avremo la mangianza, la velocità sarà di 4 nodi se proviamo ad aumentarla gli sgombri ci lascieranno facendo posto alle aguglie.
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