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Nasce come risorgiva nella zona della Bordiga per arrivare a sfociare nel fiume Corno in località Villanova. Fiume molto piccolo e poco profondo, il letto risente molto degli sbarramenti artificiali, dalla larghezza di 4 metri può arrivare a misurare in certi tratti due metri con pochissima acqua, é attraversato da numerosi ponti e chiuse, nella sua parte finale è molto sensibile alle fasi di marea create dal canale navigabile Corno. Per giungere nella parte iniziale dell’itinerario dovremo arrivare al campo sportivo del paese di Torviscosa e girare in direzione dei Fornelli di sotto e Arrodola nuova, noteremo che la strada costeggerà la ferrovia e la SS.14 per due chilometri fino ad arrivare ad un ponte, qui sarà l’inizio del percorso. A monte del ponte della SS.14 potremo notare qualche sparuta trottella intenta a bollare o ninfare, ma saranno veramente rare, poiché lo Zumello offre habitat a cavedani, lucci, e scardole. Sotto questi due ponti noteremo molti cavedani di buona taglia sostare al fresco nelle calde giornate estive, mentre più a valle una chiusa creerà un leggero slargo di 10 metri circa, facendo aumentare la profondità e la larghezza, dopodiché il fiume tornerà ad essere molto piccolo e privo di pesce. Qui non mancano cavedani, scardole e sotto le numerose alghe i lucci, in questa zona proviamo a pescare i cavedani con le more di rovo, data la presenza in agosto di numerosissimi rovi, od il sambuco esca molto valida nei periodi caldi, pasturiamo per qualche giorno. Per raggiungere il ponte più a valle tornate in direzione di Torviscosa e girate per Malisana al secondo incrocio con una strada sterrata girate a destra, dopo 500 metri eccoci arrivati al secondo ponticello dove cavedani e scardole la fanno da padrone, chi vuole dedicarsi alla leggera pesca delle alborelle potrà divertirsi, per arrivare alla parte finale dello Zumello non si dovrà fare altro che proseguire per la strada sterrata, ed al primo incrocio girare a sinistra, arriveremo ad una chiusa, dove la profondità sarà poca ed anche il pesce scarseggerà, proseguendo il fiume inizierà ad avere una larghezza costante di 3 metri, ma con gli argini fitti di vegetazione bassa e con presenza d’alghe, nonostante quest’aspetto non molto invitante il cavedano ed il luccio di piccole dimensioni ogni tanto fa capolino, altri due ponticelli incontreranno lo Zumello creando sempre delle piccole anse dove qualche cavedano di belle dimensioni ama sostare. L’ultimo tratto: quello che va a sfociare nel Corno è completamente privo di pesce, e risente moltissimo del livello di marea.
Il fiume come detto in apertura è molto piccolo, e le sue acque lente non offrono molto in termini di catture nobili, bisogna accontentarsi di quello che offrono i siti a ridosso dei ponti e delle chiuse, essendo poco profondo i pesci presenti notano immediatamente la presenza dell’uomo, rendendo difficile la manovra d’avvicinamento, ma forse il cavedano di taglia qui lo potremmo trovare
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